Digitalizzazione e PMI: ancora non ci siamo!

Le piccole imprese sono le più restie ad abbracciare i vantaggi offerti dalla tecnologia e da Internet. Lo rivela l'ultimo rapporto pubblicato dall'Autorità per le Garanzie nelle Comunicazioni intitolato "I servizi di comunicazione nelle piccole e medie imprese: esperienze e prospettive".
Le aziende messe sotto la lente d'ingrandimento appartengono al settore imprenditoriale di piccole e medie dimensioni, il quale è stato suddiviso in 3 segmenti principali: aziende con meno di 10 dipendenti, aziende con 10-49 dipendenti e aziende con 50-249 dipendenti.
Non si tratta né di una questione di numeri, né di una questione economica: le aziende che trascurano la digitalizzazione lo fanno principalmente perché non sono in grado di comprendere le opportunità offerte dalla tecnologia. In generale queste aziende sono particolarmente restie al cambiamento e continuano ad interfacciarsi con la rete affidandosi a telefoni fissi e PC ormai obsoleti.
La crescita della digitalizzazione tra le PMI è ostacolata dalla lenta diffusione della banda larga in Italia, la quale, anche se presente, viene spesso snobbata dalle aziende a causa della scarsa qualità offerta e a causa dei costi troppo elevati.
Se pensi che la tua azienda debba fare un passo in avanti a livello tecnologico, contatta Valves (numero verde: 800.99.20.60), troveremo sicuramente la soluzione migliore per te, anche con piccole rate mensili.
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Trasmissione dei dati dei corrispettivi attraverso Registratori Telematici

La trasmissione dei dati dei corrispettivi, da parte dei contribuenti che esercitano l’opzione ai sensi dell’art. 2, comma 1, è effettuata attraverso i “Registratori Telematici”, strumenti tecnologici costituiti da componenti hardware e software idonee a registrare, memorizzare in memorie permanenti e inalterabili, elaborare, sigillare elettronicamente e trasmettere telematicamente i dati fiscali.

I modelli dei Registratori Telematici sono sottoposti a valutazione di conformità e ad approvazione da pare dell’Agenzia delle entrate secondo le stesse disposizioni in materia di registratori di cassa. I Registratori Telematici possono essere utilizzati anche semplicemente come misuratori fiscali ex legge n. 18/1983, se il contribuente non opta (oppure revoca l’opzione) per la trasmissione telematica. Anche i misuratori fiscali approvati, se opportunamente adattati, possono essere utilizzati come registratori telematici.

L’Agenzia delle Entrate, attraverso un’apposita funzione sul proprio sito web, rilascia al titolare del Registratore Telematico un QRCODE da applicare sull’apparecchio in modo che risulti visibile ai clienti, i quali devono essere in condizione di verificare, mediante consultazione on line, il corretto censimento e la regolare verificazione periodica del Registratore.

I contribuenti che hanno esercitato l’opzione memorizzano i dati dei corrispettivi giornalieri esclusivamente attraverso i Registratori Telematici, secondo le disposizioni del provvedimento e degli allegati tecnici; la trasmissione telematica dei dati è effettuata dallo stesso apparecchio che al momento delle chiusura giornaliera genera un file XML, lo sigilla elettronicamente e lo trasmette telematicamente al sistema informativo dell’Agenzia delle entrate.

La trasmissione si considera effettuata nel momento in cui è completata la ricezione del file da parte dell’Agenzia, la quale rilascia un’attestazione di esito positivo o negativo; nel secondo caso, le informazioni si considerano non trasmesse e i contribuenti dovranno effettuare la trasmissione corretta entro i cinque giorni lavorativi successivi alla comunicazione di scarto.

Le informazioni da trasmettere sono dettagliatamente specificate in apposito allegato al provvedimento.

In caso di mancato o irregolare funzionamento del Registratore Telematico, l’esercente richiede tempestivamente l'intervento di un tecnico abilitato e provvede, nel frattempo, all'annotazione dei dati dei corrispettivi delle singole operazioni giornaliere su apposito registro da tenere anche in modalità informatica.

In ordine alla gestione dei dati, vale quanto detto riguardo alla trasmissione delle fatture.

Si deve evidenziare, infine, che i Registratori Telematici sono anche in grado:


  • di stampare, anche virtualmente, il documento commerciale di cui all’articolo 2, comma 5, del dlgs n. 127/2015 (l’individuazione di questo documento “idoneo a rappresentare, anche a fini commerciali, le operazioni” è demandata ad un decreto interministeriale ad oggi non adottato); se tale documento è utilizzato dal destinatario a fini e con efficacia anche in parte fiscale, il Registratore Telematico è in grado di memorizzare nella memoria permanente di dettaglio e di trasmettere telematicamente all’Agenzia delle entrate le informazioni individuate nell’allegato al provvedimento;
  • di emettere fatture elettroniche, anche semplificate, che vengono memorizzare nella memoria permanente e possono essere trasmesse telematicamente all’Agenzia delle entrate “in ottemperanza alle disposizioni di cui all’art. 1, comma 3, del D.Lgs. n. 127/2015”.


In definitiva, i contribuenti di cui all’art. 22 del D.P.R. n. 633/72, pertanto, attraverso il Registratore Telematico, potranno assolvere in modo automatico, relativamente alla documentazione delle operazioni attive, gli adempimenti connessi all’esercizio delle opzioni di cui agli artt. 1 e 2 del D.Lgs. n. 127/2015.

Software Gestionali, 10 caratteristiche essenziali e come scegliere

Negli anni settanta, le aziende hanno iniziato a scoprire le potenzialità e le comodità offerte dai software gestionali, ma è solo negli anni novanta che si sono diffusi a macchia d'olio grazie alle prime interfacce grafiche, decisamente più comprensibili e pratiche rispetto alle vecchie interfacce a riga di comando.

Quando scegli il software gestionale della tua azienda, non prendere la scelta alla leggera e cerca di essere lungimirante considerando le caratteristiche del software e, soprattutto, della software house.

Oltre all'investimento economico, un software gestionale richiede la formazione del personale, la modifica del modus operandi e, in molti casi, una riorganizzazione totale o parziale dei reparti e dei processi aziendali. Pertanto, una volta scelto, è estremamente difficile cambiare. Ecco perché la disponibilità, la professionalità e le opportunità che la software house può dare rappresenta la scelta più importante.

Vediamo, allora, le caratteristiche che dovrebbe avere un buon software gestionale abbinata ad una software house professionale.

10 Caratteristiche essenziali

  1. Interfaccia grafica semplice, funzionale e uguale per tutte le procedure
  2. Utilizzabile con varie tipologie di hardware e sistemi operativi
  3. Assistenza tecnica pronta ed efficiente
  4. Gestione dei privilegi utenti
  5. Contabilità fiscale e gestione aziendale direttamente collegate alla stessa piattaforma
  6. Statistiche e report su ogni fase operativa personalizzabili con appositi strumenti di sviluppo integrati nella piattaforma
  7. Versatilità con integrazione di moduli aggiuntivi (esempio: e-commerce collegato direttamente al gestionale, procedure mobile, fatturazione elettronica, procedure telematiche, ecc..)  
  8. Apertura ad immediate personalizzazioni
  9. Business Intelligence integrata
  10. Supporto garantito per aggiornamenti correttivi, adeguativi e migliorativi

Non considerare il software. Considera la software house!

Queste sono le caratteristiche essenziali di un buon software gestionale, ma quando ne valuti uno, ti invitiamo nuovamente a considerare la software house e la professionalità offerta.
Infatti, un gestionale completo ed efficiente, potrebbe non essere sufficiente se l'azienda non offre supporto, formazione, aggiornamenti e, soprattutto, ascolto e soluzioni per le tue esigenze.

Se sei curioso di scoprire le soluzioni di Valves, visita il sito Web o contattaci al numero verde (800 992 060).

Ripristinato l'obbligo di etichettatura alimentare

L'obbligo di indicare lo stabilimento di produzione o di confezionamento in etichetta è stato introdotto nuovamente grazie allo schema di decreto attuativo approvato pochi giorni fa dal Consiglio dei Ministri. La notizia è stata confermata dal Ministero delle politiche agricole alimentari e forestali.


L'obbligo in questione è stato abrogato in seguito al riordino della normativa europea in materia di etichettatura alimentare. Ma la sua reintroduzione è stata necessaria per garantire informazioni corrette e complete ai consumatori. Infatti, grazie al ripristino di quest'obbligo, gli organi di controllo potranno tracciare più facilmente i prodotti alimentari.

I software Valves, grazie alla gestione dei lotti, prevedono numerose funzioni dedicate alla tracciabilità, come la ricerca rapida dei documenti, i movimenti, ecc.

La legge di delega affida la competenza per il controllo del rispetto della norma e l'applicazione delle eventuali sanzioni all'Ispettorato repressione frodi (Icqrf). Sono previsti 180 giorni, per lo smaltimento delle etichette già stampate e fino ad esaurimento dei prodotti già etichettati per quelli immessi in commercio.


Concludiamo con le dichiarazioni del Ministro Martina che ha così commentato il nuovo schema di decreto: "Questo provvedimento si inserisce nel lavoro che stiamo portando avanti per dare massima informazione ai cittadini sugli alimenti che consumano. Per questo abbiamo voluto inserire di nuovo l'obbligo di riportare in etichetta lo stabilimento di produzione dei cibi. Diamo una risposta anche alle tantissime aziende che hanno chiesto questa norma e hanno continuato a dichiarare lo stabilimento di produzione nelle loro etichette. Il nostro lavoro non si ferma qui, porteremo avanti la nostra battaglia anche in Europa, perché l'etichettatura sia sempre più completa. La valorizzazione della distintività del nostro modello agroalimentare passa anche da qui".
I gestionali Valves prevedono la possibilità di stampare etichette personalizzate. Per maggiori informazioni, contattaci!

Invisible reCaptcha: Google dice addio al fastidioso Captcha



Quante volte hai perso minuti preziosi o hai addirittura rinunciato a registrarti ad un sito Web a causa del Captcha? Quell'odiosa sequenza di lettere e numeri che sei costretto a ricopiare nelle fasi finali della registrazione ad un sito Web.
Il Captcha è una verifica che impedisce la registrazione da parte dei bot (computer), i quali, teoricamente, non sarebbero in grado di copiare la sequenza di caratteri indicata nell'immagine. Infatti, "Captcha" è un acronimo che significa: "Test di Turing pubblico e completamente automatico per distinguere computer e umani".
Il Captcha è fondamentale per bloccare i bot, ma cosa sono i bot e perché è bene impedire loro la registrazione? Sostanzialmente, i bot sono software che agiscono in modo simile ad un comune utente, ma che, una volta registrato ad un servizio (come forum, eCommerce, sito Web, social network, ecc), comincia a pubblicare messaggi di spam o violare la sicurezza del sito stesso con operazioni di brute force.
Il problema del Captcha è che, in alcuni casi, può essere un grosso ostacolo per la registrazione dell'utente medio, il quale potrebbe rinunciare alla registrazione a causa dei numerosi tentativi falliti. Inoltre, nonostante gli ultimi accorgimenti, il Captcha è particolarmente fastidioso anche per gli utenti disabili.
Anche se negli ultimi mesi è stata introdotta una nuova tipologia di Captcha che permette la verifica con una semplice spunta, Google ha annunciato un nuovo sistema invisibile che non richiede alcuna azione da parte dell'utente. La nuova tipologia di Captcha è stata chiamata "Invisible reCaptcha" e si basa completamente sull'intelligenza artificiale, la quale è in grado di riconoscere e combattere nuove minacce in tempo reale.
L'invisible reCaptcha analizza vari aspetti come l'indirizzo IP, il movimento del mouse e una serie di altri fattori che aiutano a capire se la registrazione arriva da un bot o da una persona.

5 motivi per scegliere PrestaShop per il tuo sito e-commerce

PrestaShop è un progetto open source nato quasi un decennio fa. I numerosi anni di sviluppo hanno dato vita ad un prodotto estremamente efficace e solido dal punto di vista tecnico, È per questo motivo che Valves ha scelto Prestashop come base di sviluppo per gli e-commerce.

Quella che vi proponiamo qui di seguito è la  lista dei 5 motivi per cui abbiamo scelto PrestaShop e lo consigliamo quotidianamente ai nostri clienti.

1. Un software accessibile e semplice da utilizzare grazie a un’esperienza utente studiata sia per principianti che per i più esigenti.

Una volta creati gli e-commerce dei nostri clienti, la gestione passa direttamente nelle loro mani dando loro piena libertà. Per questo motivo pensiamo che l'interfaccia intuitiva di PrestaShop rappresenti un valore fondamentale sia per chi si occupa del back-end, sia per l'utente finale che non dovrà districarsi tra pagine e menù complicati.

2. Un software fuori del comune su cui si basano rinomati rivenditori di moda come Eric Bompard, Manoush o Ba&sh. Inoltre, una serie di “pure player” (aziende leader del mondo digitale) sono riuscite a svilupparsi affidandosi a PrestaShop: Le Slip Français, Decathlon, Envie de Fraises, Private Sport Shop, Brico-Privé, ecc.

PrestaShop non è utile solo per piccoli e-commerce, al contrario, rappresenta la base di numerosi e-commerce di successo.

3. Un hub a cui è connesso un ecosistema di esperti del commercio digitale (sviluppatori, responsabili di e-commerce, project manager) e una community di oltre un milione di membri ubicati in più di 195 paesi.

Essendo diffuso in tutto il mondo, PrestaShop conta una solida base di esperti che possono aiutare i gestori nella personalizzazione e manutenzione del portale.  

4. PrestaShop è sinonimo di garanzia. È usato in più di 250'000 siti e-commerce in tutto il mondo.

Quando un software open source è così diffuso, è improbabile incorrere in bug o altri problemi tecnici.

5. I siti di e-commerce generano un fatturato di decine di milioni di euro attraverso modelli di vendita estremamente variegati (vendita diretta, vendite private, marketplace, social network...).

Anche se per molti, l'e-commerce è esclusivamente sinonimo di commercio B2C, in realtà, un negozio elettronico si presta a svariate tipologie di commercio.

Se pensi che la tua azienda possa ottenere successo con un e-commerce, puoi consultare il preparato team di Valves. Per maggiori informazioni contattaci per un consulto gratuito (modulo contatti online | numero verde 800992060).

Imprese italiane e Internet of Things: crescita importante entro il 2019


L'Internet of Things sarà sempre più importante per la crescita delle aziende italiane: l'obiettivo per il 2019 è la diffusione dell'IoT su larga scala per migliorare l'efficienza delle aziende nel Bel Paese.
Prima di approfondire l'argomento, riportiamo la definizione di "Internet of Things" (volgarmente tradotto in "Internet delle Cose") fornita da Kevin Ashton che ha coniato il termine:
"Internet of Things’ significa sensori connessi a Internet, che si comportano in modo simile a Internet creando connessioni ad hoc aperte, condividendo liberamente i dati e permettendo di realizzare applicazioni inaspettate in modo che i computer possano comprendere il mondo che li circonda e diventare il sistema nervoso dell’umanità."
Ad esempio, in un'azienda, l'IoT potrebbe essere rappresentato da un insieme di macchinari connessi che, non sono solo in grado di comunicare tra loro, ma possono anche comunicare col mondo esterno e interfacciarsi con svariati dispositivi e gestionali.
Ma l'Internet delle cose non è esclusivamente limitato alle aziende, tutt'altro: presto sarà fondamentale anche nella vita quotidiana. Alcuni esempi possono essere i sistemi domotici che gestiscono l'impianto di condizionamento o l'illuminazione della propria casa.
I vantaggi offerti dall'IoT sono numerosi e le aziende che lo hanno sperimentato ne hanno ottenuto notevoli benefici, da un sostanziale aumento dei ricavi all'aumento dell'efficienza del team.

Via alle notifiche via PEC: scarica il modulo di richiesta

L'Agenzia delle entrate ha messo a disposizione il modello per richiedere la notifica degli atti con Posta Elettronica Certificata (PEC).
Chiariamo subito che non si tratta di un obbligo. Tuttavia,rappresenta un nuovo passo verso la digitalizzazione e la semplificazione, poiché l'invio delle notifiche via PEC dovrebbe garantire più comodità ed un notevole risparmio di tempo.
L’Agenzia spera che questo sistema porti solo vantaggi: niente più code ed un significativo diminuimento dei tempi di attesa.
La richiesta delle notifiche degli atti con Posta Elettronica Certificata può essere fatta anche da persone fisiche e da coloro che non sono obbligati ad avere indirizzo PEC.

Il modello è scaricabile dal sito ufficiale dell'Agenzia delle entrate, ma il servizio sarà ufficialmente attivo per le notifiche di atti ed avvisi a partire dal 1 luglio 2017.

Italiani e Smartphone: quasi il 90% del tempo si trascorre sulle app

Secondo una recente indagine di comScore, oltre la metà degli italiani in possesso di uno smartphone, passano la maggior parte del tempo utilizzando le app.

A quanto pare, le app sono il "motore" degli smartphone, infatti secondo l'indagine l'87% del tempo d'uso dello smartphone si trascorre sulle app. Lo studio è stato condotto su utenti con più di 18 anni in possesso di smartphone e tablet Android e iOS.


Stiamo parlando di numeri importanti: sulle app si passano più di 46 ore al mese, mentre la navigazione su Internet "classica" da dispositivi mobile ammonta a circa 7 ore al mese. 

Prima di stupirsi, è bene notare che tra le varie app rientrano i vari social network (come Facebook, Twitter, Instagram) dove gli italiani passano gran parte del loro tempo online.

Ciò che veramente risalta all'occhio è che il mercato digitale italiano sta crescendo di giorno in giorno. Questa crescita è dovuta principalmente alla rapida diffusione degli smartphone che permettono un rapido e semplice accesso ad Internet a persone di tutte le età. Uno strumento estremamente più semplice rispetto al PC.

La crescita degli utenti mobile è un chiaro ed importante segnale che dovrebbe spingere artigiani e commercianti ad aprire e-commerce e promuovere le proprie attività sul Web. Per maggiori informazioni ti invitiamo a contattarci tramite l’apposito modulo online o al numero verde 800.99.20.60.

Cyberspionaggio e cyberattacchi: i 4 consigli dell'esperto per proteggersi

Le attività di cyberspionaggio sono in costante aumento e sfruttano numerosi canali come email, social network, applicazioni di messaggistica istantanea, app, ecc. Insieme all'incremento della quantità di attacchi, sta aumentando anche la qualità degli attacchi che sono sempre più sofisticati ed efficaci.

La maggior parte degli attacchi fanno leva sulla mente dell'utente, non a caso, le email di phishing fanno leva su paure, improvvise eredità di zii sconosciuti, enormi multe da pagare e altre situazioni che scatenano forti emozioni.

L'esperto di sicurezza informatica, Andrea Zapparoli Manzoni ha fatto 4 semplici ma fondamentali raccomandazioni.

1 - CONOSCERE LA MINACCIA

Sembra banale, ma il primo passo per una difesa efficace contro i cyberattacchi è la conoscenza. Capendo le varie tipologie di attacchi e le tecniche di ingegneria sociale utilizzate, è possibile anticipare le mosse del cyber-criminali e "resistere" ai vari attacchi.

2 - CONTESTO E VERIFICA

Ultimamente, con la rapida diffusione delle app di messaggistica istantanea e delle numerose applicazioni per smartphone che spesso sono di dubbia fattura, il numero di smartphone infetti cresce a dismisura. Alcune tipologie di virus, una volta preso il controllo del dispositivo, possono "intrufolarsi" all'interno di app come WhatsApp e mandare messaggi di spam o pishing a tutti i contatti. 

Capire il contesto è fondamentale: se vostra zia ultraottantenne vi invia un messaggio in una lingua sconosciuta contenente un link, è probabile che si tratti di un cyberattacco. In tal caso, prima di fare qualsiasi altra cosa e di aprire il link potenzialmente malevolo, è bene verificare la situazione chiedendo conferma al mittente.

3 - ATTENZIONE AI SERVIZI E AGLI ACCOUNT CREATI

Il Web è pieno zeppo di rischi: quando ci si iscrive ad un sito o servizio, non facciamo altro che creare piccoli "tunnel d'accesso" che minano la nostra sicurezza. Il rischio è elevato anche quando si tratta di un sito estremamente noto, un esempio è Yahoo che a causa del recente cyberattacco subito ha messo a repentaglio la sicurezza di oltre 1 miliardo di account

Visto che la sicurezza dei siti Web non dipende dall'utente finale, è importante utilizzare password diverse per ogni sito al quale ci si iscrive. Particolarmente importante anche la password degli account di posta elettronica che possono essere la "chiave" per ottenere il controllo totale della nostra entità sul Web.

4 - ADATTARE LA SICUREZZA IN BASE AL CONTESTO

Molto spesso, gli utenti scaricano software pirata, musica, app di dubbia fattura e altri contenuti che mettono a rischio la sicurezza del dispositivo. Per questo motivo, è bene limitare i rischi in base ai contesti: il PC sul quale abbiamo installato il software gestionale e conserviamo dati sensibili, è bene proteggerlo con accurati sistemi di sicurezza (antivirus, ecc) e di limitare l'utilizzo di Internet alle attività strettamente necessarie.